Le discipline economiche
 

aspettative e dati di fatto

radicale.001@gmail.com 29 Ago 2017 09:55
Oh : non per fare "o' professore", per carità di ******* :-)

Ma avverto il bisogno di condividere con qualcuno del
mestiere certe mie idee e allora ... Eccomi qua.

Ho "scoperto" (diciamo, si fa per dire) oramai molti anni
fa che l' economia è tutta una questione di aspettative.

Gli operatori economici fanno tutto (tutto) quello che
fanno (investimenti, comportamenti, strategie ecc ecc)
in funzione di una IDEA, di una RAPPRESENTAZIONE loro
personale sul prossimo o me***** o lungo (a seconda) periodo.

In parole povere : fanno OGGI in funzione di cio che
credono sara' il DOMANI.

Se ci pensate 'sta cosa è ovvia, e vorrei esemplificarla
con esempi limite e, perdonatemi, anche abbastanza
cretini (ma a me interessa solo la chiarezza) in ordine
DE-crescente di cretineria :

1)
se voi decidete di entrare in una pizzeria a taglio per
acquistare un bel pezzo di pizza pomodoro e mozzarella
è perchè (e solo perchè) ritenete praticamente certo il
fatto che camperete abbastanza per godervela. Ossia state
agendo ADESSO in funzione di cio che pensate sara'
l' immediato futuro.

2)
se voi progettate una vacanza (prenotate un albergo,
studiate un percorso, andate dal meccanico per verificare
l' automobile ecc ecc) voi state facendo ADESSO tutta una
serie di spese e comportamenti che riguardano il FUTURO
perchè :

- sperate di campare abbastanza per godervi la vacanza
- credete che non perderete il lavoro
- sperate che al ritorno non troverete la casa "okkupata"
ecc ecc

3)
se una azienda decide di investire in una nuova e piu
moderna impiantistica lo fa OGGI perchè DOMANI e dopodomani
e il giorno dopo ancora CREDE che le vendite saranno TOT,
che il mercato reagira in una certa maniera ecc ecc

Come vedete noi tutti, e gli operatori economici ancor di
piu (molto di piu) ci facciamo una idea di cio che sarà il
futuro (per gli aspetti di volta in volta rilevanti
ovviamente).

Dunque :
Tutto quello che facciamo OGGI dipende **strettamente**
da cio che pensiamo sarà DOMANI.

E siccome il futuro, fino a prova contraria, lo conosce
solo il Padreterno (e qualche economista ovviamente) ecco
che tutta (tutta) l' attivita economica si basa su qualcosa
di estremamente labile, variabile, aleatorio, imprevedibile
e cioe su cio che gli operatori pensano sara' il futuro.

Ovvio ? Si, senza dubbio. Ma io personalmente ragionamenti
come questo non ne ho mai visti da nessuna parte. Mai.

Salvo qualche rozzo accenno nelle varie teorie cosiddette
delle "aspettative razionali", ma sono talmente ... come
dire ... "ingenue", "ipersemplificatrici" da farvi cadere
le braccia.

E non potrebbe essere altrimenti, dal momento che nessuno
al mondo è in grado di entrare nella testa di miliardi di
attori economici che per di piu interagiscono tra loro
anche "spiandosi" a vicenda ed essendo alquanto paurosi.

Inoltre queste teorie non calcano la mano sul concetto
invero fondamentale che ho esplicitato sopra, ovvero che
*ogni* atto economico dipende strettamente da una idea di
futuro. E' come se ... "fischiettassero" facendo finta di
niente proprio sul punto nevralgico.

Ovvio il perchè : ammettere una cosa del genere in tutta la
sua portata significa ammettere che la teoria economica cosi
come è fondata oggi serve praticamente a ben poco.

Ma ora debbo necessariamente pagare dazio ai tradizionalisti,
perchè è giusto farlo :

le aspettative (ossia il modello del futuro e di conseguenza
i comportamenti) si formano soprattutto osservando con
attenzione il passato (remoto e vicino) e il presente.

Quindi non è che i dati fattuali (statistiche, bilanci, flussi,
stato della cassa, mercato oggi, comportamenti passati di altri
operatori che si credono stabili ecc ecc) non contino, capiamoci.

Contano eccome !
------------------------------------------------------------
Ma *solo ed esclusivamente in quanto* essi DETERMINANO
le aspettative.
------------------------------------------------------------

Il problema vero dell' economia (e ancora quasi del tutto
irrisolto. Ovviamente. E' troppo complesso) è tentare dunque di
capire come stra*****o queste aspettative si formino ANCHE (ma
non solo) in relazione ai dati di fatto, agli eventi gia accaduti.

Siete d' accordo ?
the F.O. 29 Ago 2017 17:00
Il Tue, 29 Aug 2017 00:55:12 -0700, radicale.001 ha scritto:

> Oh : non per fare "o' professore", per carità di ******* :-)
>
> Ma avverto il bisogno di condividere con qualcuno del mestiere certe
> mie idee e allora ... Eccomi qua.
>
> Ho "scoperto" (diciamo, si fa per dire) oramai molti anni fa che l'
> economia è tutta una questione di aspettative.
>
ma dove ******* hai studiato?!

cosa ******* hai studiato?!

LOL

Non è affatto così, fu Paul Samuelson AFAIR a prendere il premio Nobel,
per aver definito il recinto dei problemi della Macroconomia: un problema
di obiettivi all'interno di un contesto di risorse scarse suscettibili
d'impieghi alternativi e concorrenti.


> Gli operatori economici fanno tutto (tutto) quello che fanno
> (investimenti, comportamenti, strategie ecc ecc)
> in funzione di una IDEA, di una RAPPRESENTAZIONE loro personale sul
> prossimo o me***** o lungo (a seconda) periodo.
>
> In parole povere : fanno OGGI in funzione di cio che credono sara'
> il DOMANI.
No, assolutamente no!.

In Microeconomia il problema del consumatore è tutta una questione di
selezionare quali beni acquistare massimizzando la propria utilità in
rapporto al proprio vincolo di bilancio.

In Microeconomia il problema dell'azienda è di massimizzare il proprio
profitto dalla propria attività d'impresa.

In Microeconomia poichè aziende e consumatori operano in un mercato,
questo influisce sul loro operare, le aziende per loro natura tendono a
preferire la condizione di monopolio od oligopolio rispetto all'inferno
della libera concorrenza, inoltre è un evento rarissimo trovare un
monopsonio in un mercato. La naturale evoluzione di mercato (una volta
passato il flesso di mercato) è una sua fisiologica ristrutturazione
dell'offerta con una riduzione della concorrenza ed un approssimarsi ad
una condizione d'oligopolio.

In Macroconomia gli operatori aggregati sono 4: lo Stato, le Aziende, i
Consumatori, i Risparmiatori. All'interno di queste 4 classi poi si
possono fare ulteriori differenze, tuttavia tutti e quattro gli operatori
decidono se sono razionali seguendo i modelli microeconomoici, ma a
livello aggregato è la somma dei comportamenti dei singoli a definire il
vero comportamento macroeconomico. Le attese degli operatori dipendono
sopratutto dal livello d'informazione che gli attori di mercato
dispongono ed il livello d'informazione è diverso per ogni attore di
mercato. Diciamo che i meno informati sulla situazione in itinere quanto
sugli obiettivi realmente ottenuti sono sempre i Consumatori che sono
l'ultima ruota del carro e se ne accorgono solo alla fine dell'anno se
sono razionali.

Dentro la macroeconomia ci stanno i keynesiani ed i neoclassici ed
entrambi pensano che esista una crescita infinita in un pianeta di
dimensioni infinite.

LOL

I più ******* di tutti sono i keynesiani: il paradigma keynesiano è
*****isi di breve periodo e poggia sulle premesse che la domanda aggregata
sia elastica mentre l'offerta aggregata sia anaelastica. Ovviamente tale
paradigma è bollito ormai da vari decenni, in quanto i mercati saturi
nelle economie del primo mondo hanno causato una domanda rigida mentre le
tecniche di produzione just in time hanno disegnato un'offerta elastica.
I neoclassici tra le righe pensano che le guerre servano a rilanciare
l'economia perchè sono un fattore PULL d'innovazioni tecnologiche,
riducono la sovrapopolazione ed aprono al business della ricostruzione.


In Economia aziendale l'oggetto di stu***** è l'azienda, si riconoscono due
scuole di pensiero:
->i bocconiani solitamente pensano che ogni azienda all'inizio è
un'incognita, ma poi questa possa diventare una mucca, una stella od un
cane e come tale ogni combinazione produttiva è quindi definibile da una
propria funzione matematica e l'ordine aziendale è persistente e
permanente e cambia solo per stress esogeni.

->Mentre i pisani ritengono che le aziende siano sistemi complessi che
vivono in un ambiente economico che è stratificato e complesso, dove le
aziende perseguono nel breve, me***** e lungo periodo l'equilibrio
finanziario mentre l'equilibrio economico è obiettivo fondamentale solo
nel me***** e lungo periodo. L'ordine aziendale non è persistente e
permanente ma tende ad essere perso sia per cause interne quanto esterne
ed è una perenne lotta contro l'entropia aziendale che può causare la
morte aziendale.

Nonostante il diverso approccio, le due scuole di pensiero concordano che
gli investimenti già effettuati (o da effettuare) influenzino le scelte
future, e che concorrano a definire le possibilità e capacità aziendali
in termini di economie di scala e di dimensione, e qualità produttiva per
competere nella concorrenza di settore con indispensabili innovazioni di
prodotto e processo: mentre il contesto macroeconomico è governabile
dalle combinazioni aziendali che sono pari ad una multinazionale.

La principale differenza tra bocconiani e pisani sta nel fatto che

->i bocconiani a livello macroeconomico pensano che la produttività di un
paese sia una funzione matematica, ossia l'ouput di innovazioni di
prodotto e processo dipende da quanto capitale s'investe in relazione a
forza lavoro, materie prime, semilavorati ed altre variabili di
produzione in quanto l'ordine aziendale è permanente e persistente.

Mentre

->i pisani ritengono che un'azienda (così come un settore) per produrre
innovazioni di prodotto e processo prima di definire le risorse da
allocare, serva una PROPRIA STRUTTURA DIMENSIONALE capace di sostenere
tali politiche aziendali, altrimenti niente viene prodotto proprio perchè
l'ordine aziendale non è persistente ne permanente.

Le tesi delle due dottrine aziendali sono quindi opposte:

[ ]->i bocconiani pensano che l'Italia possa ripartire economicamente
basta investire capitale riducendo il fattore lavoro.

invece applicando la dottrina aziendale pisana

[ ]-> si capisce che poichè la STRUTTURA INDUSTRIALE ITALIANA è composta
da artigiani, aziende marginali, imprenditori piccoli, piccole aziende.
tutte realtà produttive che non hanno mai fatto e non faranno mai ricerca
e sviluppo applicata producendo innovazioni di prodotto e processo, si
comprende al volo che c'è solo il declino nel futuro dell'Italia, in
quanto tali combinazioni produttive sono TUTTE destinate alla morte in
quanto incapaci di fronteggiare la globalizzazione. E' molto piccola la
percentuale di grandi e medie aziende italiane capaci di produrre
innovazione di prodotto e processo, ragion per cui gli economisti prima
di essere economisti dovrebbero essere aziendalisti, altrimenti non
comprenderanno mai che gli imprenditori italiani (avversi al rischio
d'impresa oltre cronicamente vessati da alta tassazione comunista e
restii a superare il vincolo endogeno ed esogeno dell'impren*****re),
preferiscono sistematicamente delocalizzare o vendere oppure finiscono
fisiologicamente per morire. Il mondo ovviamente non sta fermo ed i
distretti chiusi non si riaprono più per cui mantenere il pil italiano
costante sarà una sorta di missione impossibile.

LOL

questo a grandissime linee...

La realtà in questo scorcio di decennio sta dando piena ragione alla
dottrina aziendale pisana:

-il cap e floor del FTSE-Mib in questi ultimi 5 anni ne è un segno.

-il trend in calo dei consumi elettrici italiani negli ultimi decenni è
un chiaro segno.

-l'alta propensione al consumo di beni importati rispetto alla minore
ragione di scambio all'esportazione in questi ultimi 30 anni ne è un
chiaro segno.

-anche l'insostenbilità del debito pubblico italiano ne è un chiaro
indicatore.

LOL

Le *****ate asperse dall'istat nel primo trimestre 2017 sono fraudolente.

Le *****ate asperse dall'istat e dal FMI (Cottarelli) sperano di creare
false aspettative nel mercato finanziario per calmierare la corsa dello
spread dato che il QE tra 1.5 anni terminerà ma otterrano solo il
risultato opposto

LOL





> 3)
> se una azienda decide di investire in una nuova e piu moderna
> impiantistica lo fa OGGI perchè DOMANI e dopodomani e il giorno dopo
> ancora CREDE che le vendite saranno TOT,
> che il mercato reagira in una certa maniera ecc ecc
No, le scelte d'investimento in economia aziendale hanno diversi criteri
con cui s'*****izza il futuro, facendo attualizzazioni di opportunità
economica, finanziaria, patrimoniale, criteri misti.

un b*****e esempio lo trovi in questo post


Sono pochissime le aziende nel mondo che effettuano una pianificazione
strategica e mantengono un orientamento strategico di fondo, la quasi
totalità fa piani industriali non oltre 5 anni.

Shell, Maersk, qualche catena giapponese di hotel so per certo che
s'av*****ano nella pianificazione strategica, oltre a quasi tutti i
*****e capitalist (i quali però perdono sempre il 75% del loro
investimento ed il restante 25% esplode profitti solo perchè esiste la
borsa dove collocano le aziende).




>
> Come vedete noi tutti, e gli operatori economici ancor di piu (molto di
> piu) ci facciamo una idea di cio che sarà il futuro (per gli aspetti
> di volta in volta rilevanti ovviamente).
>
> Dunque :
> Tutto quello che facciamo OGGI dipende **strettamente**
> da cio che pensiamo sarà DOMANI.
>
direi proprio di no!.


> E siccome il futuro, fino a prova contraria, lo conosce solo il
> Padreterno (e qualche economista ovviamente) ecco che tutta (tutta) l'
> attivita economica si basa su qualcosa di estremamente labile,
> variabile, aleatorio, imprevedibile e cioe su cio che gli operatori
> pensano sara' il futuro.
>
> Ovvio ? Si, senza dubbio. Ma io personalmente ragionamenti come questo
> non ne ho mai visti da nessuna parte. Mai.
>
> Salvo qualche rozzo accenno nelle varie teorie cosiddette delle
> "aspettative razionali", ma sono talmente ... come dire ... "ingenue",
> "ipersemplificatrici" da farvi cadere le braccia.
>
sorge onestamente una domanda:

ma dove ******* hai studiato?!

e cosa ******* hai studiato?!

sarai mica un koglione di filosofo sociologo geopolitico laureato in
comunicazione che spara più a *****ate a ripetizione più veloce di una
mg34?!



> Siete d' accordo ?
No




--
-
---
I molti partiti comunisti italiani
che stanno a DX, al centro, a SX
finiranno anche i denari di Draghi,
il 31/10/2019
the F.O. 29 Ago 2017 17:44
Il Tue, 29 Aug 2017 15:00:57 +0000, the F.O. ha scritto:

> un b*****e esempio lo trovi in questo post
>
<http://fenalc.sostelevision.it/deja-vu-delle-politiche-industriali-iri-
efim-italstat-non-ristorneranno-declino-italiano/>

un b*****e esempio sul ruolo delle economie di dimensione (da non
confondere con le economie di scala)



--
-
---
I molti partiti comunisti italiani
che stanno a DX, al centro, a SX
finiranno anche i denari di Draghi,
il 31/10/2019
Acremone 29 Ago 2017 18:18
On 29/08/2017 17:00, the F.O. wrote:
>> Ho "scoperto" (diciamo, si fa per dire) oramai molti anni fa che l'
>> economia è tutta una questione di aspettative.
>>
> ma dove ******* hai studiato?!
>
> cosa ******* hai studiato?!
>
> LOL

Non capisco perché ridi. Invece ho capito subito che hai studiato poco e
male.

Sulla teoria delle aspettative si sono basate intere carriere accademiche.
Giusto per darti un'idea dell'importanza del tema in economia politica
<http://www.bankpedia.org/index.php/it/129-italian/t/22747-teoria-delle-aspettative-enciclopedia>
e in economia aziendale
<https://en.wikipedia.org/wiki/Expectancy_theory>
(ho provato a cercartelo in italiano e sicuramente ci sono link
migliori, ma oggi non ho tempo)
the F.O. 29 Ago 2017 20:21
Acremone :

> On 29/08/2017 17:00, the F.O. wrote:
>>> Ho "scoperto" (diciamo, si fa per dire) oramai molti anni fa che l'
>>> economia è tutta una questione di aspettative.
>>>
>> ma dove ******* hai studiato?!
>>
>> cosa ******* hai studiato?!
>>
>> LOL
>
> Non capisco perché ridi. Invece ho capito subito che hai studiato poco e
> male.
>
In Macroconomia gli operatori aggregati sono 4+1:

*lo Stato: in quasi perfetta informazione*

*le Aziende ed i Risparmiatori*
Dentro queste due macroclassi si possono fare molte distinzioni ed il livello
d'informazione varia in modo sostanziale.
Ad esempio il direttore finanziario della FIAT avrà più informazioni di un
piccolo risparmiatore (per cui un componente dell'insieme Aziende avrebbe più
informazioni del piccolo consumatore e risparmiatore) ma è altrettanto vero che
il Direttore Finanziario di Uincredit avrà più informazioni di un artigiano
(per cui un componente dell'insieme Aziende avrebbe meno informazioni di un
grande risparmiatore che è market maker).

Quale delle due classi abbia più informazioni è lunga discussione e sarebbe
sterile ragionarne dato che la macroeconomia lavora per grandi aggregati mentre
la microeconomia discerne tra diversi operatori.

In linea generale aziende e risparmiatori sono razionali hanno memoria da
elefante e coraggio di coniglio.

*i Consumatori*
Sono di certo l'ultima ruota del carro e s'accorgono della vera situazione del
livello del reddito reale solo alla fine dell'anno se
sono razionali.

Ci si puo' costruire molti modelli sull'interagire di questi grandi classi di
soggetti, applicando la TEORIA DEI GIOCHI.

C'è poi

*l'ESTERO*
in un economia aperta, con consumatori esterni e risparmiatori esterni e stati
esterni, il modello di Leontief ad economia aperta è molto più completo come
elemento descrittivo dei comportamenti dei settori, di quanto facciano

La teoria delle aspettative, cerca di spiegare l'operato dei 4+1 operatori.

-aspettative estrapolative: con funzioni matematiche dato un trend di dati, in
genere di Aziende e Risparmiatori.Grandi operatori che hanno molte serie
storiche a differenza del piccolo risparmiatore che spesso non ha ne tempo, ne
dati, ne know how per fare complesse estrapolazioni, finendo non a caso
nell'insieme del parco buoi.

-aspettatite adattive: è l'ossatura della politica dei redditi, tutti gli
operatori (se sono onesti) si allineano su quanto programmato, ma come tutti i
giochi del prigioniero è quasi sempre lo STATO a metterlo nel ******* a tutti
gli operatori, non rispettando quanto da lui dichiarato.

LOL

Le aspettative dipendono sempre dal concetto di sostenibilità e plausiblità e
diversi sono gli obiettivi per keynesiani e neoclassici.

Dentro la macroeconomia ci stanno i keynesiani ed i neoclassici ed entrambi
pensano che esista una crescita infinita in un pianeta di
dimensioni finite, tutti gli economisti sono matti da legare

LOL

I più ******* di tutti sono però i keynesiani: il paradigma keynesiano è
*****isi di breve periodo e poggia sulle premesse che la domanda aggregata
sia elastica mentre l'offerta aggregata sia anaelastica. Ovviamente tale
paradigma è bollito ormai da vari decenni, in quanto i mercati saturi
nelle economie del primo mondo hanno causato una domanda rigida mentre le
tecniche di produzione just in time hanno disegnato un'offerta elastica.

I neoclassici tra le righe pensano che le guerre servano a rilanciare
l'economia perchè sono un fattore PULL d'innovazioni tecnologiche,
riducono la sovrapopolazione ed aprono al business della ricostruzione.

Poi ci stanno i koglioni al quadrato: quelli delle politiche funzionali per cui
in fasi depressive si dovrebbe appliicare politiche keynesiane mentre in fasi di
pil espansivo si dovrebbe applicare politiche neoclassiche sanando il debito
fatto nei periodi magri. Il fatto è che i cicli economici di kundariev sono una
cagata gigantesca, almeno per le economie del primo mondo che appunto hanno da
molti decenni curve di offerta elastica a causa dei metodi di produzione JIT,
mentre le curve di domanda aggregata sono anaelastiche perchè i mercati sono
saturi.

Per cui si ritorna a bomba quello che ti ho detto, che ti ho detto:

Non c'è soltanto la Macroeconomia che affronta il problema delle decisioni in
situazioni d'incertezza :-)

C'è pure l'Economia Azientale...

Sono pochissime le aziende nel mondo che effettuano una pianificazione
strategica e mantengono un orientamento strategico di fondo, la quasi
totalità fa una rigida programmazione ad un anno e blanda pianificazione per i
successivi 4 anni.

Shell, Maersk, qualche catena giapponese di hotel so per certo che
s'av*****ano nella pianificazione strategica, oltre a quasi tutti i
*****e capitalist (i quali però perdono sempre il 75% del loro
investimento ed il restante 25% esplode profitti solo perchè esiste la
borsa dove collocano le aziende) ma in tutto il mondo dell'economia non si
supera i 1+4 anni come forecasting.


> Sulla teoria delle aspettative si sono basate intere carriere accademiche.
> Giusto per darti un'idea dell'importanza del tema in economia politica
>
<http://www.bankpedia.org/index.php/it/129-italian/t/22747-teoria-delle-aspettative-enciclopedia>
> e in economia aziendale
> <https://en.wikipedia.org/wiki/Expectancy_theory>
> (ho provato a cercartelo in italiano e sicuramente ci sono link
> migliori, ma oggi non ho tempo)

bimbo, la teoria delle aspettative era una pagina di Macroeconomia AFAIR, c'è
poi parecchio lavoro per spiegare la realtà macroeconomica con la teoria dei
giochi, ma come ti ho detto prima di essere economisti si dovrebbe essere
aziendalisti altrimenti non si capisce un ******* di nulla, perchè il
comportamento aggregato è la somma di tanti piccoli comportamenti i quali
seguono tendenzialmente modelli di decisione microeconomica.


-- ******* della firma non trovato
Acremone 30 Ago 2017 14:21
>> Non capisco perché ridi. Invece ho capito subito che hai studiato poco e
>> male.
>>
> In Macroconomia gli operatori aggregati sono 4+1:
Ok, il giorno in cui hanno spiegato gli operatori aggregati sei andato a
lezione.

>
> La teoria delle aspettative, cerca di spiegare l'operato dei 4+1 operatori.
Quasi un esempio di pleonasmo: molto difficile che una qualsiasi teoria
economica prescinda dallo spiegare il comportamento di qualche soggetto.

Il tuo sunto sulle aspettative comunque ci conforta: possiamo concludere
che gli economisti se ne occupano, alcuni anche parecchio. Magari
radicale001 si è espresso in modo un po' forte, ma non era completamente
fuori bersaglio.

> Le aspettative dipendono sempre dal concetto di sostenibilità e plausiblità
e diversi sono gli obiettivi per keynesiani e neoclassici.
Non è vero che le aspettative dipendono sempre da sostenibilità e
plausibilità. Un esempio scolastico riguarda il comportamento dei
consumatori riguardo alle aspettative di inflazione.
Nota bene: i Keynesiani e i neoclassici sono tutti morti (o quasi). Gli
unici che usano questi termini sono i giornalisti, i politici e qualche
tecnico se vuole attirare l'attenzione durante una conferenza.

> Dentro la macroeconomia ci stanno i keynesiani ed i neoclassici ed entrambi
pensano che esista una crescita infinita in un pianeta di
> dimensioni finite, tutti gli economisti sono matti da legare
Fammi indovinare: sei nato nel 1920, diplomato ragioniere nel 1938 e ti
sei interessato all'economia fino agli anni '60. Poi in nulla fino a
quando hai scoperto questo NG. Ho indovinato?

> I più ******* di tutti sono però i keynesiani: il paradigma keynesiano è
> *****isi di breve periodo e poggia sulle premesse che la domanda aggregata
> sia elastica mentre l'offerta aggregata sia anaelastica.
Ok, hai fatto un esame di storia dell'economia o di istituzioni di
economia politica, ma ti assicuro che nessuno del settore, nel XXI
secolo, ragiona così. Sarebbe ridicolo.

> I neoclassici tra le righe pensano che le guerre servano a rilanciare
> l'economia perchè sono un fattore PULL d'innovazioni tecnologiche,
> riducono la sovrapopolazione ed aprono al business della ricostruzione.
Nel '900, adesso la situazione è ancora più complicata.

>
> Poi ci stanno i koglioni al quadrato: quelli delle politiche funzionali per
cui in fasi depressive si dovrebbe appliicare politiche keynesiane mentre in
fasi di pil espansivo si dovrebbe applicare politiche neoclassiche sanando il
debito fatto nei periodi magri.
Credo che siano rimasti solo i grillini, i leghisti e qualche vecchio
compagno a pensarla così, specialmente per opportunità politica.

> Non c'è soltanto la Macroeconomia che affronta il problema delle decisioni in
situazioni d'incertezza :-)
No ho ragione di credere il contrario

>
> C'è pure l'Economia Azientale...
Ottimo
>
> Sono pochissime le aziende nel mondo che effettuano una pianificazione
> strategica e mantengono un orientamento strategico di fondo, la quasi
> totalità fa una rigida programmazione ad un anno e blanda pianificazione per
i successivi 4 anni.
Questo non credo. Non so bene cosa intendi per "blanda pianificazione",
ma se hai un ruolo importante in una grande impresa e non sai concepire
scelte strategiche, descriverle, raccogliere il consenso e le risorse
per perseguirle, allora dovrai cambiare lavoro.
Detto in breve: quello che descrivi è totalmente fuori dall'economia
aziendale.


> Shell, Maersk, qualche catena giapponese di hotel so per certo che
> s'av*****ano nella pianificazione strategica, oltre a quasi tutti i
> *****e capitalist
Sono convinto che i "*****e capitalist" siano una particolarissima
eccezione. Pensa invece ad un partner industriale a cui vorresti
avvicinarti senza un piano industriale credibile: non ci provare
neppure. I "soldi veri" molto raramente si spostano su prospettive di un
anno.

> bimbo, la teoria delle aspettative era una pagina di Macroeconomia AFAIR,
Sei stato tu a citare Samuelson a sproposito perché la teoria delle
aspettative ti creava malumore. E non ho ancora capito perché.

> prima di essere economisti si dovrebbe essere aziendalisti altrimenti non si
capisce un ******* di nulla,
È una tua teoria personale o l'hai letta da qualche parte?
the F.O. 30 Ago 2017 17:20
Il Wed, 30 Aug 2017 14:21:43 +0200, Acremone ha scritto:

> Quasi un esempio di pleonasmo: molto difficile che una qualsiasi teoria
> economica prescinda dallo spiegare il comportamento di qualche soggetto.
>
che la teoria delle aspettative della macroeconomia sia limitata concordo
in pieno, infatti gli ultimi studi macroeconomici sono tutti istradati
sul comportamento dei grandi operatori macroeconomici applicando la
teoria dei giochi.

Ma come ti ho detto non c'è soltanto la macroeconomia ad occuparsi di
decisioni in contesti d'incertezza, se prima che essere economisti non si
è aziendalisti, IMHO non si capirà una cippa di ******* su cosa accade ad
esempio in Italia.

Il declino italiano è causato da:

<1>la struttura industriale italiana.
E' troppo piccola, è incapace di fare ricerca e sviluppo applicata e di
produrre innovazioni di prodotto e processo. Il mondo è troppo
competitivo, oggi e domani sarà anche peggio, ormai non c'è più modo per
riparare a questo difetto perchè il declino non è più ristornabile e
crescerà d'impatto negativo in futuro.

inoltre

<2>tasse alte (che servono a finanziare un sistema delle decisioni
pubbliche inefficiente caotico ed irrazionale che produce politiche
inefficaci accatastando debito in modo sistematico) che vessano gli
imprenditori. Non è il debito il motore dell'economia, ma il risparmio!
ma vallo a spiegare ai cattocomunisti di *******

LOL

<3>vincolo endogeno ed esogeno dell'imprenditore, che non è mai stato
superato, nonostante molti decenni s'ebbe il superamento della vetusta
separazione tra banche ordinarie ed istituti di credito speciale,
approdando al modello tedesco polifunzionale che in Italia è stato
devastato dalla politica rossa. Il mancato superamento dei due vincoli
imprenditoriali, ha impedito uno sviluppo sano della borsa, deprimendo
l'uso del c*****e diretto, concorrendo a inibire le innovazioni infatti in
Italia i *****e capitalist non sono mai esistiti.

<4>avversità al rischio d'impresa degli imprenditori italiani, beh!, su
questo c'è poco da fare.



> Il tuo sunto sulle aspettative comunque ci conforta: possiamo concludere
> che gli economisti se ne occupano, alcuni anche parecchio. Magari
> radicale001 si è espresso in modo un po' forte, ma non era completamente
> fuori bersaglio.
>
imho era proprio fuori bersaglio, perchè ignora le altre discipline
economiche e matematiche circa le scelte in condizioni d'incertezza!.


> Non è vero che le aspettative dipendono sempre da sostenibilità e
> plausibilità. Un esempio scolastico riguarda il comportamento dei
> consumatori riguardo alle aspettative di inflazione.
Le aspettative dipendono SEMPRE dalla sostenibilità e plausibilità!.

Se un'azienda in un settore dichiara guerra agli altri competitor agendo
sul prezzo, bisogna che possa avere economie di scala e di dimensioni
capaci di assorbire la rottura di prezzo, altrimenti si metterà fuori
mercato da sola.

E' inutile che Padoan e l'Istat sventolino un primo trimestre di pil
italiano positivo a velocità warpizzata, dato che deriva da un campione
distorto :-D infatti le sofferenze continuano a crescere, c'è un cap a
25000 sul ftse-mib e sopratutto i consumi elettrici nel 2016 hanno fatto
un altro tonfo del -2.1% e nel primo trimestre sono rimasti al palo.
L'inflazione è salita in tutta europa e pure per operai ed impiegati, e
non c'è ragione di ritenere che nel primo trimestre vi sia stata
deflazione dato che tutti i dati indicano il contrario!.

Aspettative! quelle che piacciono tanto a voi!

L'istat spaccia ******* perchè sanno che il QE è in esaurimento.
FMI (cottarelli) sospinge il pil italiano con false attese sperando di
mettere al riparo l'italia dalla speculazione.

Ma puoi girarla quanto vuoi, il debito italiano non è più sostenibile
ormai da molto tempo ed il pil italiano è stato pompato con campioni
distorti.

Un tempo si diceva fraudolenta, poco prima o dopo 31/10/2019 si dirà
bancarotta.





> Nota bene: i Keynesiani e i neoclassici sono tutti morti (o quasi). Gli
> unici che usano questi termini sono i giornalisti, i politici e qualche
> tecnico se vuole attirare l'attenzione durante una conferenza.
>
non è vero, esistono ancora i keynesiani ed i neoclassici (gli odierni
monetaristi)


> Fammi indovinare: sei nato nel 1920, diplomato ragioniere nel 1938 e ti
> sei interessato all'economia fino agli anni '60. Poi in nulla fino a
> quando hai scoperto questo NG. Ho indovinato?
No.


>
>> I più ******* di tutti sono però i keynesiani: il paradigma keynesiano
>> è *****isi di breve periodo e poggia sulle premesse che la domanda
>> aggregata sia elastica mentre l'offerta aggregata sia anaelastica.
> Ok, hai fatto un esame di storia dell'economia o di istituzioni di
> economia politica, ma ti assicuro che nessuno del settore, nel XXI
> secolo, ragiona così. Sarebbe ridicolo.
Microeconomia, Macroeconomia, Statistica economica tutti fondamentali,
storia del pensiero economico era invece facoltativo AFAIR

>
>> I neoclassici tra le righe pensano che le guerre servano a rilanciare
>> l'economia perchè sono un fattore PULL d'innovazioni tecnologiche,
>> riducono la sovrapopolazione ed aprono al business della ricostruzione.
> Nel '900, adesso la situazione è ancora più complicata.
si va beh, AFAIK c'è una branchia poi che pensa che la ricerca spaziale
civile sia più tecno PULL della spinta PULL delle guerre, ma è roba da
crime di cavallo, dato che tutti pensano che le guerre facciano bene.


>
>> Poi ci stanno i koglioni al quadrato: quelli delle politiche funzionali
>> per cui in fasi depressive si dovrebbe appliicare politiche keynesiane
>> mentre in fasi di pil espansivo si dovrebbe applicare politiche
>> neoclassiche sanando il debito fatto nei periodi magri.
> Credo che siano rimasti solo i grillini, i leghisti e qualche vecchio
> compagno a pensarla così, specialmente per opportunità politica.
nemmeno loro perchè sono tutti marxisti e fermi al modello classico ossia
all'epoca della pre-economia!. Ma il punto principale è che nessun
partito politico italiano ha intenzione di rientrare dal debito pubblico
mentre in europa nessuno ha intenzione di ripagare il debito pubblico
italiano!.


>> Sono pochissime le aziende nel mondo che effettuano una pianificazione
>> strategica e mantengono un orientamento strategico di fondo, la quasi
>> totalità fa una rigida programmazione ad un anno e blanda
>> pianificazione per i successivi 4 anni.
> Questo non credo. Non so bene cosa intendi per "blanda pianificazione",
un budget aziendale sintetico (senza trimestrali) costruito su 4 anni,
avendo alcuni parametri frutto d'estrapolazione (costo me***** del
finanziamento, costo del lavoro, tassi di vendita, percentuale d'imposta
media) che danno solo una vaga idea del bilancio aziendale nei successivi
4 anni dato che non contemplano la reazione di mercato all'uscita di
nuovi prodotti della concorrenza


> ma se hai un ruolo importante in una grande impresa e non sai concepire
> scelte strategiche, descriverle, raccogliere il consenso e le risorse
> per perseguirle, allora dovrai cambiare lavoro.
balle!

la crisi dei toxic assets non è stata prevista da nessuno, nonostante si
sapesse che c'era un legame tra politiche espansive criminali e bolla del
mercato immobiliare.

la crisi petrolifera degli anni settanta, non fu prevista da nessuno.

la Kodak (non era il macellaio sotto casa come numero di dipendenti era
quasi quanto una p.a. di un piccolo stato) è morta non avendo saputo
gestire il digitale.

il settore del VHS è morto sotto lo streaming/pay tv e chi si era
inventato block buster è fallito. Anche se i negozi erano in franchising
è stato un bel botto per quelli che ci avevano creduto.

gmc, ford, crysler sono andate in crisi per cali di vendite causate dalle
vetture ibride *****ota non essendo mai state capaci di produrre altro che
il solito big_block in ghisa V8

olivetti anche all'epoca d'oro delle mirabolanti valvole termoioniche e
dei transistor, non seppe prevedere l'avvento dei semiconduttori. Sempre
la olivetti non ebbe a reggere la concorrenza con ******* americani,
taiwanensi mentre gli irlandesi la fabbrica d'assemblaggio apple se la
sono sempre conservata!



> Detto in breve: quello che descrivi è totalmente fuori dall'economia
> aziendale.
LOL

>
>
>> Shell, Maersk, qualche catena giapponese di hotel so per certo che
>> s'av*****ano nella pianificazione strategica, oltre a quasi tutti i
>> *****e capitalist
> Sono convinto che i "*****e capitalist" siano una particolarissima
> eccezione. Pensa invece ad un partner industriale a cui vorresti
> avvicinarti senza un piano industriale credibile: non ci provare
> neppure. I "soldi veri" molto raramente si spostano su prospettive di un
> anno.
infatti vanno tutti in Cina ed in India perchè è la che stanno tutte le
economie di scala e dimensione con mercati non saturi.


>
>> bimbo, la teoria delle aspettative era una pagina di Macroeconomia
>> AFAIR,
> Sei stato tu a citare Samuelson a sproposito perché la teoria delle
> aspettative ti creava malumore. E non ho ancora capito perché.
>
perchè la teoria delle aspettative è un piccolo elemento della
macroeconomia e non è nemmeno tanto importante dato che:

1-la macroeconomia è composta da una serie di modelli che si sono
affinati nel tempo: il modello neoclassico, il modello keynesiano, poi il
modello is-lm e poi per il lungo periodo il modello di phelps. Il salto
dai discorsi della proto-economia dei Classici è vistoso!

2-Il perno della macroeconomia è il raggiungimento di obiettivi con
risorse che sono sempre scarse e suscettibili d'impieghi alternativi e
concorrenti: fu samuelson AFAIR a dare per primo una dignitàscientifica
alla macroeconomia.


>> prima di essere economisti si dovrebbe essere aziendalisti altrimenti
>> non si capisce un ******* di nulla,
> È una tua teoria personale o l'hai letta da qualche parte?
basta sentire in tv i grandi economistoni & opinion leader dei miei *******
tutti bocconiani che pensano l'ouput di innovazioni di prodotto
e processo dipendano solo da quanto capitale s'investe in relazione a
forza lavoro, materie prime, semilavorati ed altre variabili di
produzione in quanto danno per scontato che l'ordine aziendale sia
permanente e persistente.

LOL





--
-
---
I molti partiti comunisti italiani
che stanno a DX, al centro, a SX
finiranno anche i denari di Draghi,
il 31/10/2019
radicale.001@gmail.com 31 Ago 2017 10:08
Il giorno mercoledì 30 agosto 2017 14:21:45 UTC+2, Acremone ha scritto:
>>> Non capisco perché ridi. Invece ho capito subito che hai studiato poco e
>>> male.
>>>
>> In Macroconomia gli operatori aggregati sono 4+1:
> Ok, il giorno in cui hanno spiegato gli operatori aggregati sei andato a
> lezione.

sei sadico :-)

ma perchè perdi tempo a rispondere a quel tontolone ? E' evidente che
non capisce niente.

Dimmi invece cosa pensi di cio che ho scritto, possibilmente senza
pregiudizi. O meglio "liberandoti" di cio che studiasti.
radicale.001@gmail.com 31 Ago 2017 10:14
Il giorno martedì 29 agosto 2017 17:00:58 UTC+2, the F.O. ha scritto:
>
> Non è affatto così, fu Paul Samuelson AFAIR a prendere il premio Nobel,
> per aver definito il recinto dei problemi della Macroconomia: un problema
> di obiettivi all'interno di un contesto di risorse scarse suscettibili
> d'impieghi alternativi e concorrenti.

sempre le stesse minkiate trite e ritrite adatte ad una economia in
cui colui che investe è lo stesso che risparmia.

spiacente, ma è qulache centinaio d'anni che si produce e si investe
per il mercato
the F.O. 31 Ago 2017 12:07
Il Thu, 31 Aug 2017 01:08:46 -0700, radicale.001 ha scritto:

> Dimmi invece cosa pensi di cio che ho scritto, possibilmente senza
> pregiudizi. O meglio "liberandoti" di cio che studiasti.
le possibilità sono ben note
<http://fenalc.sostelevision.it/fiscal-compact-stati-uniti-deuropa/>

ma è l'esito che purtroppo è scontato
<http://lafrecciadellastoria.blogspot.it/2017/07/gli-italiani-sono-
bolliti-ma-ancora-non.html>


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I molti partiti comunisti italiani
che stanno a DX, al centro, a SX
finiranno anche i denari di Draghi,
il 31/10/2019
the F.O. 31 Ago 2017 12:18
Il Thu, 31 Aug 2017 01:14:18 -0700, radicale.001 ha scritto:

> Il giorno martedì 29 agosto 2017 17:00:58 UTC+2, the F.O. ha scritto:
>>
>> Non è affatto così, fu Paul Samuelson AFAIR a prendere il premio Nobel,
>> per aver definito il recinto dei problemi della Macroconomia: un
>> problema di obiettivi all'interno di un contesto di risorse scarse
>> suscettibili d'impieghi alternativi e concorrenti.
>
> sempre le stesse minkiate trite e ritrite adatte ad una economia in cui
> colui che investe è lo stesso che risparmia.
>
> spiacente, ma è qulache centinaio d'anni che si produce e si investe per
> il mercato

non hai capito niente di quanto ha detto samuelson!

prima di samuleson, solo la scuola austriaca separandosi dai classici
aveva impresso un forte cambiamento all'economia, a cui però ancora
mancava il rango di scienza economica.

quanto detto da samuelson che ci ha preso il nobel, fu il gradino che
sal' la macroeconomia per essere riconosciuta scienza con modelli e
previsioni valide solo in linea tendenziale ma de facto in economia non
si va oltre 1 anno e per le previsioni oltre 1 anno devi subire un forte
degradamento sulle validità delle dinamiche e delle attese.

L'orizzonte visibile in termini prospettici in macroeconomia non supera
mai i 5 anni ed i modelli finanziari a 10-20-30 anni sono sterili
integrali.

Se vuoi un'*****isi di lungo periodo i casi sono tre:

ti affidi al mago anubi

oppure

ti affidi ai dadi con vari modelli montecarlo sempre ammesso di poter
stimare le probabilità di un evento e non è detto che sia possibile

oppure

usi la pianificazione strategica e l'orientamento strategico di fondo
dell'economia aziendale per ispezionare il lungo periodo.



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I molti partiti comunisti italiani
che stanno a DX, al centro, a SX
finiranno anche i denari di Draghi,
il 31/10/2019
radicale.001@gmail.com 31 Ago 2017 21:06
Il giorno giovedì 31 agosto 2017 12:18:31 UTC+2, the F.O. ha scritto:
> Il Thu, 31 Aug 2017 01:14:18 -0700, radicale.001 ha scritto:
>
>> Il giorno martedì 29 agosto 2017 17:00:58 UTC+2, the F.O. ha scritto:
>>>
>>> Non è affatto così, fu Paul Samuelson AFAIR a prendere il premio Nobel,
>>> per aver definito il recinto dei problemi della Macroconomia: un
>>> problema di obiettivi all'interno di un contesto di risorse scarse
>>> suscettibili d'impieghi alternativi e concorrenti.
>>
>> sempre le stesse minkiate trite e ritrite adatte ad una economia in cui
>> colui che investe è lo stesso che risparmia.
>>
>> spiacente, ma è qulache centinaio d'anni che si produce e si investe per
>> il mercato
>
> non hai capito niente di quanto ha detto samuelson!

no
sei tu che non hai capito *perchè* t' ho risposto in tal guisa.
Io Samuelsono l' ho capito eccome.
radicale.001@gmail.com 1 Set 2017 11:37
Il giorno mercoledì 30 agosto 2017 14:21:45 UTC+2, Acremone ha scritto:

se non mi rispondi non ha senso per me continuare a frequentare
questo NG. Io non sono sadico come te :-)
Acremone 1 Set 2017 14:48
On 30/08/2017 17:20, the F.O. wrote:

Avrò qualche debolezza, ma non sono così mal messo da stare a
risponderti puntualmente. Mi stai portando qui:
<https://nientestronzate.wordpress.com/2010/03/26/la-teoria-della-montagna-di
******* >

Comunque due parole le spendo comunque, anche se capisco che non le
leggerà quasi nessuno. La mia opinione è molto semplice: tu non capisci
le osservazioni che faccio, ma rispondi comunque, anche a caso, perché
hai problemi di autostima.

Un esempio:

>> Non è vero che le aspettative dipendono sempre da sostenibilità e
>> plausibilità. Un esempio scolastico riguarda il comportamento dei
>> consumatori riguardo alle aspettative di inflazione.
> Le aspettative dipendono SEMPRE dalla sostenibilità e plausibilità!.
>
> Se un'azienda in un settore dichiara guerra agli altri competitor agendo
> sul prezzo, bisogna che possa avere economie di scala e di dimensioni
> capaci di assorbire la rottura di prezzo, altrimenti si metterà fuori
> mercato da sola.

Sai cosa significa "il comportamento dei consumatori riguardo alle
aspettative di inflazione"? Hai presente cosa ha voluto dire attuare
politiche deflattive (qualche anno fa) e non vederne subito i risultati
a causa delle aspettative? Si è trattato di un fenomeno enorme, causato
solo dalle aspettative e che nulla ha a che vedere con il tema della
sostenibilità.

Dalla tua risposta devo concludere che non solo non conoscevi il
rapporto aspettative-inflazione (e ci può stare, non è il tuo lavoro) ma
non hai neppure la capacità di capire di cosa parlo, e questo è male
perché si tratta di un fenomeno che ho scelto proprio perché molto
semplice. Detto questo, se hai un minuto rileggiti la tua risposta alla
mia obiezione, insomma... cosa devo pensare di te?
Uno sproloquio di idee fuori contesto dove imiti il peggior
Padreeinstein e navighi senza bussola dalle economie di scala, l'Istat,
Padoan, i consumi elettrici, Cottarelli, il QE, il debito italiano.
Manca solo il climate change e la guerra punica, poi hai finito tutto il
repertorio.

Tu sei molto meglio di quel minus abens di Franco Padreeinstein; hai un
minimo di lessico e si vede che hai fatto un paio di esami
all'università. Solo non dovevi montarti la testa, soprattutto dovevi
leggere meno fantascienza o quantomeno non crederci troppo, perché il
mondo è molto più complicato di come ti sembra.
Acremone 1 Set 2017 15:37
On 01/09/2017 11:37, radicale.001@gmail.com wrote:
> se non mi rispondi non ha senso per me continuare a frequentare
> questo NG
Non ho capito la domanda, sempre che fosse per me.
radicale.001@gmail.com 1 Set 2017 19:42
Il giorno venerdì 1 settembre 2017 15:37:20 UTC+2, Acremone ha scritto:
> On 01/09/2017 11:37, radicale.001@gmail.com wrote:
>> se non mi rispondi non ha senso per me continuare a frequentare
>> questo NG
> Non ho capito la domanda, sempre che fosse per me.


volevo dire che se non mi dai la tua opinione non ha piu senso
per me scrivere qui perchè sei l' unico che capisce qualcosa
piu di me. O molto piu di me, se trovi "qualcosa" offensivo :-)
radicale.001@gmail.com 1 Set 2017 20:01
Il giorno venerdì 1 settembre 2017 19:42:26 UTC+2, radica...@gmail.com ha
scritto:
> Il giorno venerdì 1 settembre 2017 15:37:20 UTC+2, Acremone ha scritto:
>> On 01/09/2017 11:37, radicale.001@gmail.com wrote:
>>> se non mi rispondi non ha senso per me continuare a frequentare
>>> questo NG
>> Non ho capito la domanda, sempre che fosse per me.
>
>
> volevo dire che se non mi dai la tua opinione non ha piu senso
> per me scrivere qui perchè sei l' unico che capisce qualcosa
> piu di me. O molto piu di me, se trovi "qualcosa" offensivo :-)

inutile nagarlo : la tua presenza qui è la sola ragione per la
quale continuo ad espormi al ludibrio di questi infelici.

Ecco detto
Acremone 2 Set 2017 07:53
On 01/09/2017 20:01, radicale.001@gmail.com wrote:
> inutile nagarlo : la tua presenza qui è la sola ragione per la
> quale continuo ad espormi al ludibrio di questi infelici.
>
> Ecco detto
Grazie per le belle parole, ma se pensi che mi metta a scrivere libere
considerazioni sul tema delle aspettative credo che non succederà mai.

In particolare nel caso del tuo post il termine "aspettative" non indica
il concetto usato in economia, che ha dietro di se una serie di tecniche
che assomigliano a quelle che si userebbero per lavorare con l'inerzia
di un veicolo spaziale. Il tuo mi sembra un tema più filosofico che
economico, vicino all'essere e al tempo, perché più che interpretare
ogni "atto economico" può estendersi ad ogni atto tout court.
the F.O. 2 Set 2017 15:01
Il Fri, 01 Sep 2017 14:48:54 +0200, Acremone ha scritto:

> On 30/08/2017 17:20, the F.O. wrote:
>
> Avrò qualche debolezza, ma non sono così mal messo da stare a
> risponderti puntualmente. Mi stai portando qui:
> <https://nientestronzate.wordpress.com/2010/03/26/la-teoria-della-
montagna-di ******* >
>
stai parlando per te, dato che continui a girare intorno alla teoria
delle aspettative che come ti ho detto e ti ho ridetto, è solo un
pezzetto, anzi un pezzettino (e pure vecchio) della macroeconomia.

te lo ridico cosi ti evito la fatica di studiare, dato che è evidente che
tu sia in forte disagio, non avendo studiato!

1-la scuola austriaca creò una nuova economia, definiti neoclassici, la
differenza fondamentale era che usavano modelli matematici mentre i
classici usavano le parole, o se preferisci la ******* del materialismo
dialettico di marx, un koglione che sotterrò i classici sotto una
montagna di stronzate (sì, proprio la tua teoria della montagna di *******
dato che non seppe predirre che il capitalismo si sarebbe evoluto
nell'economia di mercato e nella democrazia economica (che cresce solo
dove la borsa è forte e c'è democrazia).

2-keynes fu il primo economista a mettere davvero in crisi il modello
neoclassico MA la sua *****isi era di breve periodo oltre a POSTULARE che
la domanda fosse elastica mentre l'offerta anaelastica.

3-si era sempre in ambito di BEST PRACTICES

cioè la macroeconomia e la microeconomia non erano ancora scienza.

4-samuelson dette dignità scientifica alla macroeconomia e microeconomia,
dato che in termini tendenziali era un problema di allocazione di risorse
per il raggiungimento di obiettivi, in condizioni di risorse scarse e
suscettibili d'impieghi alternativi e concorrenti.

Dalla montagna di ******* di marx e dai discorsi neoclassici, il salto da
Samuelson in poi è molto alto.

Prima di Samuelson l'economia non era scienza.
Dopo Samuelson l'economia è diventata scienza.

Quindi se mi devi parlare di macroconomia devi partire da Samuelson, che
è lo spartiacque tra best practics e scienza.

Quindi se devi parlare di macroeconomia devi parlare di modelli economici
e non le cagate pre-economiche dei classici ma del modello neoclassico,
del modello keynesiano, del modello is-lm e poi per l'*****isi di lungo
periodo il modello dei punti di phelps o se preferisci il modello
dinamico dei punti della curva di phillips.

Adesso veniamo alla teoria delle aspettative, sì proprio quella che a te
ti piace tanto.

E' solo un pezzettino piccino, piccino della macroeconomia e si sta
sviluppando con ricerche inerenti l'applicazione della teoria dei giochi
sugli operatori (cose del genere io so, che te non sai, che io so)

:-)

Quindi la macroeconomia non è composta solo dalla teoria delle
aspettative, la quale è un pezzetto piccino piccino ed è aggiornata con
modelli derivati dalla teoria dei giochi con operatori in carenza od in
differenze grado d'informazione.





> Comunque due parole le spendo comunque, anche se capisco che non le
> leggerà quasi nessuno. La mia opinione è molto semplice: tu non capisci
> le osservazioni che faccio, ma rispondi comunque, anche a caso, perché
> hai problemi di autostima.
>
> Un esempio:
>
>>> Non è vero che le aspettative dipendono sempre da sostenibilità e
>>> plausibilità. Un esempio scolastico riguarda il comportamento dei
>>> consumatori riguardo alle aspettative di inflazione.
>> Le aspettative dipendono SEMPRE dalla sostenibilità e plausibilità!.
>>
>> Se un'azienda in un settore dichiara guerra agli altri competitor
>> agendo sul prezzo, bisogna che possa avere economie di scala e di
>> dimensioni capaci di assorbire la rottura di prezzo, altrimenti si
>> metterà fuori mercato da sola.
>
> Sai cosa significa "il comportamento dei consumatori riguardo alle
> aspettative di inflazione"? Hai presente cosa ha voluto dire attuare
> politiche deflattive (qualche anno fa) e non vederne subito i risultati
> a causa delle aspettative? Si è trattato di un fenomeno enorme, causato
> solo dalle aspettative e che nulla ha a che vedere con il tema della
> sostenibilità.
Eccome se la politica dei redditi ha a che fare con la sostenibilità!.

Perchè se lo stato italiano era in passato bello carico di debiti (molto
meno di oggi) ma con una durata media inferiore ai 365gg e con una massa
di debito pubblico interamente composta da bot a 3-612mesi, era ovvio che
lo stato era interessato a rispettare quanto previsto nella politica dei
redditi, a meno di non voler perdere le sue riserve auree date ai
tedeschi per avere un prestito in valuta forte e poi calmierare
l'inflazione galoppante a due cifre evitando che le sue aziende
morissero, dato che in alta inflazione i consumatori soffrono e le
aziende muoiono!

Ma oggi che il debito pubblico italiano ha una durata ad 1.5 anni, e con
una massa di debito molto più alta che in passato, con un sistema
industriale che è in dissolvilento e con un inflazione bassa grazie
all'euro (che protegge aziende e consumatori e risparimatori) è lo stato
che ha interesse a creare inflazione mentre le aziende e famiglie e
risparmiatori no, infatti sono sempre i servizi pubblici che fanno
lievitare l'inflazione dato che sono due due anni e mezzo che il petrolio
è intorno a $50 al barile.


>
> Dalla tua risposta devo concludere che non solo non conoscevi il
> rapporto aspettative-inflazione (e ci può stare, non è il tuo lavoro) ma
> non hai neppure la capacità di capire di cosa parlo, e questo è male
> perché si tratta di un fenomeno che ho scelto proprio perché molto
> semplice. Detto questo, se hai un minuto rileggiti la tua risposta alla
> mia obiezione, insomma... cosa devo pensare di te?
io penso di te, che non sei un laureato in economia, e che sei in forte
disagio teorico, non hai studiato economia e qualcosa hai letto, oppure
hai studiato in un'università sudista dove tutti pijano 30+lode ma sono
degli *****fabeti ambulanti, altrimenti non daresti tanta importanza alla
teoria delle aspettative.

Non c'è soltanto la macroeconomia a prendere le decisioni in situazioni
d'incertezza, con la teoria delle aspettative la quale è vecchia e sta
venendo espansa con modelli di teoria dei giochi che io so che te non sai
che io so nella macroeconomia.

I punti di equilibrio raggiunti nel tempo dagli aggregati macroeconomici
sono il frutto della somma di tanti piccole decisioni le quali:

In microeconomia gli operatori hanno altri problemi: selezionare la
migliore combinazione di beni da acquistare, massimizzare il profitto,
scegliere il miglior impianto che permetta di sopravvivere nel mercato e
sopratutto tendere a fare oligopoli d'aziende.

Nella Pubblica Amministrazione le decisioni future sono prese in teoria
sulla base della valutazione attualizzata di Benefici-Costi, DE FACTO le
decisioni della p.a. sono prese sulla corruzione e su una montagna di
balle create ad hoc per distribuire foraggio dalla mangiatoia pubblica.
Infatti le istituzioni italiane hanno un sistema delle decisioni
pubbliche inefficiente caotico ed irrazionale che produce politiche
inefficaci accatastando debito in modo sistematico)

Non è il debito il motore dell'economia, il paradigma keynesiano è
bollito da decenni proprio perchè nella sua *****isi postula che la
domanda sia elastica e l'offerta rigida, mentre nei mercati del primo
mondo è da molti decenni che le curve di domanda sono rigide perchè i
mercati sono saturi e le curve di offerta sono elastiche a causa della
metodologia di produzione jit. E' il risparmio il motore dell'economia e
questo è più efficientemente allocato in investimenti se non è
intermediato dal sistema bancario ma affluisce alle aziende dalla borsa.


In economia aziendale, le decisioni aziendali a me***** periodo (inteso
entro 5 anni) sono applicate con modelli reddituali, finanziari,
patrimoniali e misti, ma come tutti i modelli assumono ipotesi ceteris
paribus ossia assenza di cambiamenti nel livello di concorrenza (a meno
di non fare spionaggio industriale)

In economia aziendale si programma ad 1 anno e si pianifica per i
successivi 4 anni. La pianificazione è blanda anche in uno stu***** di
fattibilità per un investimento, perchè all'interno dell'*****isi di
settore il grosso delle ipotesi sono ceteris paribus, mentre l'*****isi di
scenario macroeconomico ed internazionale resta comunque aleatoria da
farsi e ciò che viene fuori dalle previsioni dei modelli econometrici
(vedi ad esempio i discorsi di Boeri sull'Inps) hanno carattere solo
tendenziale e sono valide all'interno delle ipotesi che sono state fatte
(che vuol dire che non ci sono mai impatti da climate change, guerre,
secessioni, shock finanziari...) a meno di non fare un casus belli ed uno
stu***** d'impatto per ogni fattispecie.

In economia aziendale si conosce da tempo la pianificazione strategica e
l'orientamento strategico di fondo per affrontare i rischi di lunghissimo
periodo, però è fatta da pochissime aziende (shell, maersk afair) perchè
la maggioranza del business si limita ad operare con una programmazione
ad 1 anno + una blanda pianificazione +4 anni.

Ad esempio nemmeno il mistero della Difesa italiana fa pianificazione
strategica altrimenti non avrebbe mai accettato il contratto pluriennale
Lockeed F104 starfighter, il velivolo era capace d'atterrare solo in
aeroporti a causa dei grandi difetti aerorinamici, ma gli aeroporti erano
i primi obiettivi degli ss20 russi e nella guerra fredda, gli f104 non
avrebbero avuto alcun posto dove atterrare per armarsi a differenza degli
F5/F20 ed Harrier essendo STOL e capaci d'atterrare anche su strade
comuni.

Ad esempio nemmeno il mistero della Difesa italiana fa pianificazione
strategica altrimenti non avrebbe mai accettato il contratto pluriennale
Lockeed ma sarebbero stati capaci di prevedere l'avvento dei droni stealth
da usarli in sinergia tattica con i fighter non stealth.

Ad esempio nemmeno il mistero della Difesa italiana fa pianificazione
strategica altrimenti non avrebbe mai accettato il contratto pluriennale
Lockeed dato che tutta la rete di manutenzione degli aerei passa da
internet, ma in un conflitto simmetrico la rete satellitare sarebbe il
primo obiettivo ad essere colpito, disabilitando tutta la manutenzione
F35.



> Uno sproloquio di idee fuori contesto dove imiti il peggior
> Padreeinstein e navighi senza bussola dalle economie di scala, l'Istat,
> Padoan, i consumi elettrici, Cottarelli, il QE, il debito italiano.
> Manca solo il climate change e la guerra punica, poi hai finito tutto il
> repertorio.
I molti partiti comunisti italiani che stanno a DX, al centro, a SX
finiranno anche i denari di Draghi, il 31/10/2019

E questa è una verità come è vero che il sole sorge ad Est e tramonta ad
Ovest.





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I molti partiti comunisti italiani
che stanno a DX, al centro, a SX
finiranno anche i denari di Draghi,
il 31/10/2019
the F.O. 2 Set 2017 18:34
L'economia è una scienza sociale, della panza vuota, è composta quasi
essenzialmente da problemi aperti.

Un po' di problemi aperti sono stati chiusi, quindi molto è stato
compreso dagli economisti rispetto all'epoca delle pre-economia.

Un bel po' d'altri problemi in economia sono tutti problemi aperti e sono
stati socchiusi per proporre modelli e soluzioni, ma parecchio resta
d'impredicibile perchè nel mondo succedono cose e continueranno a
succedere cose ed un problema socchiuso per quanto sia stato socchiuso,
non diventa mai un problema chiuso.

Quindi l'economia dovendo aver a che fare con pochissimi problemi chiusi,
molti problemi socchiusi e vari problemi aperti, fa previsioni economiche
che:

-nel breve periodo sono deterministici ed affidabili,

mentre

-le previsioni a me***** e lungo periodo non sono deterministiche e sono
impossibili da centrare con un bassissimo livello di tolleranza.

tuttavia

-il lungo periodo è più facile da illuminare del me***** periodo perchè i
megatrends sono ragionevolmente facili da individuare e questi nel lungo
periodo sono variabili chiave

quindi

-il lungo periodo può essere illuminato con la pianificazione strategica
e l'orientamento strategico di fondo tramite un ventaglio d'opzioni.

oppure

-in economia si può avere un'idea approssimativa su un dato futuro, solo
se tale componente attiene ad un problema socchiuso che ha un forte
rapporto di causa/effetto su un altro dato di cui si vuole conoscere il
suo valore futuro con un basso livello di errore: in tal caso si potrà
conoscere anche nel me***** e/o lungo periodo una buona stima tendenziale.

E' ovvio però che i problemi aperti, quanto i problemi socchiusi, non
sono da confondere con i problemi chiusi.

I problemi chiusi sono quei problemi con cui le scienze dure (ossia
sperimentali e della panza vuota) hanno a che fare, sono stati risolti
con modelli più o meno accurati che spiegano in modo deterministico o
probabilistico il certo funzionamento di una legge di natura.






--
-
---
I molti partiti comunisti italiani
che stanno a DX, al centro, a SX
finiranno anche i denari di Draghi,
il 31/10/2019
radicale.001@gmail.com 4 Set 2017 11:03
Il giorno sabato 2 settembre 2017 07:53:47 UTC+2, Acremone ha scritto:
> On 01/09/2017 20:01, radicale.001@gmail.com wrote:

>> inutile nagarlo : la tua presenza qui è la sola ragione per la
>> quale continuo ad espormi al ludibrio di questi infelici.
>> Ecco detto

> Grazie per le belle parole, ma se pensi che mi metta a scrivere libere
> considerazioni sul tema delle aspettative credo che non succederà mai.

beh, la sincerita prima di tutto :-)

> In particolare nel caso del tuo post il termine "aspettative" non indica
> il concetto usato in economia,

in parte lo indica, ma occorre liberarsi di un po di bagaglio teorico

> che ha dietro di se una serie di tecniche
> che assomigliano a quelle che si userebbero per lavorare con l'inerzia
> di un veicolo spaziale.

Si (il che non vuol dire che nel fondamento il concetto non sia
*****ogo)

Cmq :
e percio' scrissi che le (varie) teorie sulle aspettative sono
"leggermente" ingenue. E non potrebbe essere altrimenti. Ma
allora a che diavolo servono lo sanno solo quelli che le hanno
inventate.

> Il tuo mi sembra un tema più filosofico che economico,

effettivamente lo è, ma io non sono di quelli che credono
che le varie branche dello scibile umano debbano essere
separate e a tenuta stagna.

In particolare l' economia affonda le sue radici piu sulla
psicologia e non è adatta ad essere affrontata mutuando
concetti dalla fisica (es. "pressione fiscale", ma ROTFL !).

> vicino all'essere e al tempo, perché più che interpretare
> ogni "atto economico" può estendersi ad ogni atto tout court.

gia
Vabè, pazienza. Ciao e grazie lo stesso : ti lascio al tuo
divertimento con questi qua :-)
Acremone 5 Set 2017 14:25
On 02/09/2017 15:01, the F.O. wrote:
>>>> Non è vero che le aspettative dipendono sempre da sostenibilità e
>>>> plausibilità. Un esempio scolastico riguarda il comportamento dei
>>>> consumatori riguardo alle aspettative di inflazione.
>>> Le aspettative dipendono SEMPRE dalla sostenibilità e plausibilità!.
>>>
>>> Se un'azienda in un settore dichiara guerra agli altri competitor
>>> agendo sul prezzo, bisogna che possa avere economie di scala e di
>>> dimensioni capaci di assorbire la rottura di prezzo, altrimenti si
>>> metterà fuori mercato da sola.
>> Sai cosa significa "il comportamento dei consumatori riguardo alle
>> aspettative di inflazione"? Hai presente cosa ha voluto dire attuare
>> politiche deflattive (qualche anno fa) e non vederne subito i risultati
>> a causa delle aspettative? Si è trattato di un fenomeno enorme, causato
>> solo dalle aspettative e che nulla ha a che vedere con il tema della
>> sostenibilità.
> Eccome se la politica dei redditi ha a che fare con la sostenibilità!.

1) Le politiche dei redditi non coincidono necessariamente con le
politiche deflattive (giusto per precisare) anche se generalmente le
ricomprendono.
2) Se fai diventare "la sostenibilità" il tema da cui "dipendono SEMPRE"
le situazioni di squilibrio che si protraggono fino a raggiungere il
loro limite, allora *qualunque* politica economica dipenderà da questa
stessa sostenibilità. Sottolineo il "qualunque", perché se la intendi in
questo senso allora la tua affermazione è inutile, una pura tautologia.
Rimanendo in questa stessa interpretazione del termine "sostenibilità"
ti troverai anche in difficoltà a spiegare il nesso logico di dipendenza
(dipendono) tra il concetto di aspettativa e, appunto, di sostenibilità.

Il problema è che questa volta ho dovuto scrivere un concetto più
complicato del solito, per cui ho poche speranze di farmi capire nelle
dieci righe e cinque minuti che mi do da perdere qui.
radicale.001@gmail.com 5 Set 2017 14:59
Il giorno martedì 5 settembre 2017 14:25:15 UTC+2, Acremone ha scritto:
> On 02/09/2017 15:01, the F.O. wrote:
>>>>> Non è vero che le aspettative dipendono sempre da sostenibilità e
>>>>> plausibilità. Un esempio scolastico riguarda il comportamento dei
>>>>> consumatori riguardo alle aspettative di inflazione.
>>>> Le aspettative dipendono SEMPRE dalla sostenibilità e plausibilità!.
>>>>
>>>> Se un'azienda in un settore dichiara guerra agli altri competitor
>>>> agendo sul prezzo, bisogna che possa avere economie di scala e di
>>>> dimensioni capaci di assorbire la rottura di prezzo, altrimenti si
>>>> metterà fuori mercato da sola.
>>> Sai cosa significa "il comportamento dei consumatori riguardo alle
>>> aspettative di inflazione"? Hai presente cosa ha voluto dire attuare
>>> politiche deflattive (qualche anno fa) e non vederne subito i risultati
>>> a causa delle aspettative? Si è trattato di un fenomeno enorme, causato
>>> solo dalle aspettative e che nulla ha a che vedere con il tema della
>>> sostenibilità.
>> Eccome se la politica dei redditi ha a che fare con la sostenibilità!.
>
> 1) Le politiche dei redditi non coincidono necessariamente con le
> politiche deflattive (giusto per precisare) anche se generalmente le
> ricomprendono.
> 2) Se fai diventare "la sostenibilità" il tema da cui "dipendono SEMPRE"
> le situazioni di squilibrio che si protraggono fino a raggiungere il
> loro limite, allora *qualunque* politica economica dipenderà da questa
> stessa sostenibilità. Sottolineo il "qualunque", perché se la intendi in
> questo senso allora la tua affermazione è inutile, una pura tautologia.
> Rimanendo in questa stessa interpretazione del termine "sostenibilità"
> ti troverai anche in difficoltà a spiegare il nesso logico di dipendenza
> (dipendono) tra il concetto di aspettativa e, appunto, di sostenibilità.
>
> Il problema è che questa volta ho dovuto scrivere un concetto più
> complicato del solito, per cui ho poche speranze di farmi capire nelle
> dieci righe e cinque minuti che mi do da perdere qui.

sono geloso :-)

tanti sforzi per spiegare e rispiegare a quel poveretto e a me non
mi fili (praticamente) di pezzo
the F.O. 7 Set 2017 12:34
Il Tue, 05 Sep 2017 14:25:14 +0200, Acremone ha scritto:

> On 02/09/2017 15:01, the F.O. wrote:
>>>>> Non è vero che le aspettative dipendono sempre da sostenibilità e
>>>>> plausibilità. Un esempio scolastico riguarda il comportamento dei
>>>>> consumatori riguardo alle aspettative di inflazione.
>>>> Le aspettative dipendono SEMPRE dalla sostenibilità e plausibilità!.
>>>>
>>>> Se un'azienda in un settore dichiara guerra agli altri competitor
>>>> agendo sul prezzo, bisogna che possa avere economie di scala e di
>>>> dimensioni capaci di assorbire la rottura di prezzo, altrimenti si
>>>> metterà fuori mercato da sola.
>>> Sai cosa significa "il comportamento dei consumatori riguardo alle
>>> aspettative di inflazione"? Hai presente cosa ha voluto dire attuare
>>> politiche deflattive (qualche anno fa) e non vederne subito i
>>> risultati a causa delle aspettative? Si è trattato di un fenomeno
>>> enorme, causato solo dalle aspettative e che nulla ha a che vedere con
>>> il tema della sostenibilità.
>> Eccome se la politica dei redditi ha a che fare con la sostenibilità!.
>
> 1) Le politiche dei redditi non coincidono necessariamente con le
> politiche deflattive (giusto per precisare) anche se generalmente le
> ricomprendono.
la politica dei redditi è una politica di contenimento dell'inflazione,
funziona nella misura in cui tutti gli attori hanno davvero interesse a
contenere l'inflazione, comportandosi strettamente con comportamenti
attinenti all'inflazione programmata. Come tutte le politiche concertate,
c'è sempre qualcuno che sa, che tu non sai, che lui sa per cui come il
dilemma del prigionero potrebbe ******* gli altri operatori mandando a *******
la politica dei redditi.

E qui' si ricasca sulla teoria dei giochi, appunto, evoluzione della
vecchia teoria delle aspettative (che è un pezzettino piccino, piccino
della macroeconomia).

Oggi ad esempio non è applicabile la politica dei redditi, imprese e
consumatori sarebbero interessati, ma lo Stato no.

A parte che l'inflazione è bassa, ma di certo l'idea di Draghi di pompare
liquidità producendo inflazione da cause monetarie è da malati di mente!

;-P

Il QE deve essere chiuso quanto prima, altrimenti l'Italia non risanerà
mai, tanto c'è qualcuno che paga (la bce oppure i teteschi o l'europa).

Il risanamento serve per evitare le tempeste finanziarie che si
scateneranno molto presto, quando lo youan cinese prenderà a fluttuare
liberamente, senza cambio fisso al dollaro.

;-P


Per inciso:
La deflazione non è un calo dell'inflazione, ma è uno stato economico in
cui il PIL SCENDE e *contemporaneamente* IL LIVELLO DEI PREZZI SALE: è un
contesto economico letale e di certo, quanto dichiarato dall'ISTAT sul
primo trimestre 2017 in cui si deduce un PIL GALOPPANTE grazie al
DEFLATORE che è prodotto con un campione distorto, è una roba
fraudolenta, nota agli economisti, nota all'europa, nota al FMI, ma si
finge di non vedere & non sapere (come i bilanci greci falsi). Il livello
dei prezzi è cresciuto in tutta europa nel primo trimestre 2017, incluso
in italia come ha registrato l'indice per operai ed impiegati.

Quindi, prima o poi (se mai verrà la troika) parecchi in ISTAT finiranno
in manette!

LOL




> 2) Se fai diventare "la sostenibilità" il tema da cui "dipendono SEMPRE"
> le situazioni di squilibrio che si protraggono fino a raggiungere il
> loro limite, allora *qualunque* politica economica dipenderà da questa
> stessa sostenibilità.
bravo, hai scoperto l'acqua calda!



> Sottolineo il "qualunque", perché se la intendi in
> questo senso allora la tua affermazione è inutile, una pura tautologia.
si, si, va beh..


> Rimanendo in questa stessa interpretazione del termine "sostenibilità"
> ti troverai anche in difficoltà a spiegare il nesso logico di dipendenza
> (dipendono) tra il concetto di aspettativa e, appunto, di sostenibilità.
>
se un operatore è razionale le sue scelte sono sempre sostenibili.
se un operatore non è razionale (politici stupidi e ladri) è ovvio che le
decisioni siano stupide con grandi responsabilità e grandi errori!.

> Il problema è che questa volta ho dovuto scrivere un concetto più
> complicato del solito, per cui ho poche speranze di farmi capire nelle
> dieci righe e cinque minuti che mi do da perdere qui.

io ho ragionato tantissimo di macroeconomia, microeconomia, economia
aziendale con tanti bei suntini.

Perchè non mi dici il tuo parere

1-su come la pensi te, circa la teoria delle aspettative.

2-quale è la situazione italiana attuale?!

questo è quello che io penso

[ ] Il primo trimestre 2017 sui dati PIL è negativo e non positivo.
Il deflatore del primo trimestre ha un campione distorto, lo sanno anche
i sassi.

L'inflazione è cresciuta in tutta europa, anche in Italia, registrata
dall'indice del costo della vita per operai ed impiegati. Non c'è ragione
quindi di ritenere che nel primo trimestre 2017 in Italia vi sia stata
deflazione ed in termini reali una crescita. E' evidente che il dato
prodotto dall'ISTAT proviene da un campione distorto, creato ad "hoc" per
avere in termini reali un risultato positivo del PIL (mentre in realtà è
negativo).

<http://fenalc.sostelevision.it/se-il-deflatore-avesse-un-campione-
distorto/>

Ci sono già stati precedenti in Grecia, di statistici finiti in manette
quando poi venne la Troika a mettere mano.

Non siamo sul +1.5% ma qualcosa intorno allo +0.7% se continueremo bene
sino a dicembre


Le ragioni delle balle asperse sistematicamente dall'ISTAT hanno due
scopi:


1-propaganda politica in favore di Renzi svuota africa per permettergli
di monetizzare in voti qualche seggio

2-creare (FALSE) aspettative sul mercato finanziario perchè il QE è al
termine, sperando di mettere l'Italia al riparo dalla speculazione.


Nel FMI c'è andato Cottarelli, non a caso un italiano, che fu nominato da
Renzi alla spending review (mai fatta) che mandato al FMI serve per fare
le valutazioni sul PIL italiano, al fine di comprare altro tempo sui
mercati finanziari creando false aspetattive di mercato.


Gli italiani sono bolliti, ma ancora non lo hanno capito

<http://lafrecciadellastoria.blogspot.it/2017/07/gli-italiani-sono-
bolliti-ma-ancora-non.html>


Tra 1.5 anni, quando la propaganda politica sarà dissipata e non ci sarà
più il sostegno dalla BCE, i conti e gli inadempimenti Italiani sul
rientro del debitoitaliano verranno nuovamente al pettine, così come fu
nella crisi finanziaria del 1992 che poi ebbe a ripetersi nel 2011 e che
presto troverà un suo fisiologico epilogo.


<http://fenalc.sostelevision.it/la-finanza-guido-brera-gianluca-codagnone/
>


Il mio consiglio è concreto: non potendo scappare dall'italia, è meglio
restare liquidi ed uscire entro dicembre 2017-marzo 2018 da tutti i
titoli di stato e chiudere tutti i conti correnti presso poste e non
detenere alcun prodotto postale.






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I molti partiti comunisti italiani
che stanno a DX, al centro, a SX
finiranno anche i denari di Draghi,
il 31/10/2019

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