Le discipline economiche
 

Il PCI e tangentopoli

attoreattore111@gmail.com 5 Giu 2017 20:41
https://www.youtube.com/watch?v=1u8BBm1lRiQ

Occhetto, in questa invervista,
spiega in che senso anche il PCI
era coinvolto negli affari, in particolare
quelli di emilia romagna con le cooperative.

Occhetto dice che non fu la prima
bolognina a mettergli contro
tanti iscritti ma la seconda,
quando lui iniziò a toccare
gli interessi veri di tanti iscritti
al suo partito.

Questi partiti italiani
durante la guerra e nell'immediato
dopo guerra hanno svolto un ruolo
di fondamentale importanza ed
è grazie a loro se l'Italia
si riprese economicamente
e socialmente.
Poi però questi stessi partiti
iniziarono ad essere dei veri
e propri centri di potere da dover
scalare.
Ovvero si passò da un partito
i cui dirigenti avevano ideali
nobili e per quello facevano politica
a partiti i cui dirigenti (non tutti
ma la maggioranza) dovevano
curare interessi di clientele sempre più
ampie.
Probabilmente il PSI dell'era Craxi
si mosse in questo senso sia
perché ormai era usanza sia perché
così operando riusciva a prendere
più voti battendo la concorrenza.

Questo spiega come mai Craxi e
i socialisti furono quelli più coinvolti
insieme poi a molti democristiani.
Meno i comunisti perché gran parte
dei dirigenti erano idealisti (vedi Occhetto)
e pensavano meno a curare gli interessi
delle clientele.

Quello che spiega Occhetto
ci fa capire poi come mai Berlusconi
è riuscito via via a trovare una sponda
dell'ex PCI e DC, fino ad oggi dove
Renzi e Berlusconi sono al governo insieme.

Cioè Occhetto spiega che D'Alema volle
entrare nel salotto buono, voleva
andare ad ogni costo al governo
e per farlo dovette (se ho capito
bene) cedere su cose sulle quali Occhetto
non avrebbe ceduto.
Infatti l'operazione che portò D'Alema
a palazzo chigi vide quest'ultimo
complice di Bertinotti e Cossiga.
Un D'Alema ormai abbagliato da Clinton
e Tony Blair e dalla sua personale
sete di carriera al punto che
la sua ascesa a palazzo chigi
coincise con la guerra della NATO
in ex jugoslavia.

Ormai mancano ideali
che possono contrapporre
due parti politiche per differenti
visioni della società.
Non ci troviamo piu all'epoca
dell'assolutismo dove
si contrapponevano i rivoluzionari
francesi contro la nobiltà.
Non siamo piu all'epoca
dei lavoratori sfruttati
nelle fabbriche che fanno partito
contro gli imprenditori.

Neppure siamo piu nell'epoca
della lega nord che vuole
staccarsi dal resto del paese.
Insomma l'Italia (e non solo)
ha bisogno di AMMINISTRATORI
e non di partiti.
Ormai i cittadini condividono
la maggior parte delle cose
esistenti ed è come se fossero
tutti conservatori e blandamente
progressisti.

Ed è in questa normale amministrazione
che trova terreno fertile quella
categoria di politici che devono
fare gli affari loro.
All'epoca della guerra fredda
un Andreotti doveva rendere conto
alla popolazione intera che non
l'avrebbe piu votato e però
questo implicava l'ascesa
dei comunisti al governo.

Da qui Andreotti non si limitava
a fare i favori agli amici e al
suo ristretto elettorato ma faceva
lo statista per timore
dei comunisti al potere e così
altri.
In pratica perso di vista il bene
comune ecco che il politico
diventa un normale amministratore.

Perso una sorta di grande nemico comune
il politico rimane come senza ideali
e diventa un normale funzionario
dello Stato.
Ma questi sono funzionari che
si lasciano corrompere facilmente
e soprattutto portano avanti
gli interessi spesso illeci
delle loro clientele.

Da qui allora l'esigenza
di avvicinare il SINGOLO
candidato al parlamento alla
popolazione che lo andrà a votare.
Bisogna fare come nella Roma repubblicana,
dove c'erano diverse assemblee che
via via eleggevano i loro rappresentanti.
Questo significa avere assemblee
di migliaia di cittadini in ogni città.

Ognuno di queste assemblee (che si generano
su base di quartiere di ogni città)
elegge poi il proprio rappresentante
all'interno di una assemblea piu grande,
via via fino ad arrivare al livello comunale,
poi regionale e poi nazionale.

In questo modo quindi si attua un controllo
diretto dal basso. Se quindi la popolazione
di una certa città si accorge che
il SUO candidato ha poi votato in un certo
modo un altro, e questi ancora in certo
modo altri, e così facendo
hanno favorito PRECISI INTERESSI,
ecco che alle elezioni successive
si capisce che si sono messi d'accordo
e si può procedere a votare diversamente.

Attualmente invece non c'è nessun controllo
da parte della popolazione. Il tutto è ridotto
ad un teatro televisivo dove i tg, i giornalisti
sono essi stessi appartenenti alla rappresentazione
e rispondono agli stessi registi.

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