Le discipline economiche
 

La gerarchia delle nazioni

Antonio V 29 Apr 2017 08:50
L'Italia è una nazione con un grande patrimonio artistico architettonico, ma
pensare che questo, favorendo il turismo, sia fonte di arricchimento è stupido.


Esso è invece causa di regressione e sottosviluppo, tanto quanto lo è un
popolo destinato a invecchiare e da cui i giovani vorrebbero fuggire,
...vorrebbero ma non possono perché la nostra società è gerarchizzata
monarchicamente, i giovani vengono incatenati in trappole fatte di fonti
diritti. La società li vorrebbe schiavi del lavoro ma non li costringe, perché
ha la possibilità di ricorrere al lavoro degli immigrati stranieri, che vengono
illusi dalla falsa impressione di benessere che la nostra societa' esercita
presso le nazioni più povere e giovani.
Il nostro sistema economico vive di pubblicità.

I giovani africani ci vedono ricchi e pensano che i nostri giovani siano
disoccupati perché essendo benestanti, non vogliono lavorare troppo.

Questo fenomeno è il frutto della gerarchia monarchica che struttura la
società italiana. L'Italia è una nazione retrograde, non ci sono nemmeno
grattacieli.
Gli scenziati sono pochi e non hanno alcun ruolo politico. I benestanti sono
stupidi, scansafatiche, che occupano stabilmente posizioni privilegiate come
accadeva nelle monarchie e non ci può essere ricambio. La Giustizia è
riservata agli "amici".

Esiste anche una gerarchia mondiale delle nazioni, creata tramite l'ONU, dal
capitalismo e dalla prepotenza militare americana.

Nel sistema capitalista la ricchezza viene distribuita gerarchicamente, seguendo
un ordinamento piramidale fondato sul pos***** e sull' uso delle armi e tutto è
finalizzato pertanto al progressivo arricchimento degli Stati Uniti d'America.

L'Europa e l'Italia in tale gerarchia non occupano un ruolo di secondo posto per
cui precipiteranno nella miseria, perchè il posto occupato in tale gerarchia
dipende dalla quantità di potere militare.
Non avendo potere, un popolo destinato a diventare povero può solo farsi
pubblicità come popolo ricco di storia e quindi ...avanzato? o forse invece
vittima del proprio vecchiume?
attoreattore111@gmail.com 29 Apr 2017 15:42
Il giorno sabato 29 aprile 2017 08:50:24 UTC+2, Antonio V ha scritto:
> L'Italia è una nazione con un grande patrimonio artistico architettonico, ma
pensare che questo, favorendo il turismo, sia fonte di arricchimento è stupido.

>
>
>
Come ti dissi
tempo fa, tu tendi
ad essere molto superficiale.
Infatti il turismo in Italia
non è dovuto solo a quelli
che vanno nei musei (italiani
o stranieri) o a vedere le opere
architettoniche.
Il turismo è dovuto al mare, ai laghi,
ai monti, alla buona cucina, al clima buono,
agli spettacoli teatrali ecc ecc.

Questo poi (e sta attento!)
genera un indotto enorme.
Tu, che sei superficiale,
pensi solo al guadagno
dovuto al costo del biglietto
per entrare nel museo.
Invece devi considerare i trasporti,
i ristoranti, i bar, gli alberghi, i cinema,
i teatri, i negozi di abbigliamento
e tanto tanto altro.

Un turista, italiano o straniero
che sia, quando ha del tempo libero,
se ne va in giro e SPENDE soldi
presso questi esercizi che ti ho
elencato.

Tu dici che è stupido
considerare questo fatto
come fonte di ricchezza?
Vuoi dire che il TEMPO LIBERO
e la possibilità di spendere
durante il tempo libero
non è fonte di arricchimento?

Te la senti di dire
che i ristoranti, le pizzerie,
i cinema, teatri ecc sono cose
che non generano ricchezza?

Ti rendi conto che l'industria
del tempo libero (parte del terziario)
occupa la MAGGIOR parte di chi lavora?

Lo sai tu quanti sono gli addetti
in agricoltura? E lo sai
quanti sono gli addetti nell'industria?
Prova a vedere quanti sono gli addetti
nel terziario in riferimento ai settori
di cui ho parlato e poi ne riparliamo.

Se viene meno l'industria dello svago
si va subito in recessione!! ******* ///C:/Users/Franco *******
Stu*****-settore-CDP-n-7-Turismo.pdf
http://www.fieg.it/upload/studi_allegati/Italia-Creativa-20-gennaio-2016.pdf
Antonio V 1 Mag 2017 12:03
> Come ti dissi
> tempo fa, tu tendi
> ad essere molto superficiale.

Questa è il solito discorso, apprentemente logico, su cui è fondato il nostro
sistema economico.
E' giusto vendere ******* per potersi arricchire. Che ce ne frega di chi la
compra.
L'importante è far soldi. Il denaro è tutto.
Che ce frega se la Natura viene devastata, se la gente produce e spende per cose
inutili.
E' giusto svagarsi, altrimenti come faremo a sopportare il sistema gerarchico
stupido e oppressivo con cui è organizzato il lavoro, anzicè decapitarlo.
E' anche giusto derubare chi ha accumulato troppi soldi, altrimenti si rischia
di non avere più soldi da spendere e di fermare la macchina produttiva. Che ce
ne frega se i soldi necessari sono frutto del lavoro di qualcun altro.
Antonio V 1 Mag 2017 18:49
Il lavoro è solo quello di chi suda perché fatica. Ma la gente pensa che
lavoro sia anche il settore terziario del divertimento, o quello dei politici, o
quello quello di chi dirige e riesce a guadagnare soldi facilmente. Nessuno
lavorerà piu, perché tutti vogliono il meglio dalla vita a meno che abbia
senso lavorare senza venire pagati. Da quando hanno inventato e diffuso le
banconote, rubare per vivere del lavoro altrui è diventata una regola del
sistema.
Acremone 1 Mag 2017 23:49
On 01/05/2017 18:49, Antonio V wrote:
> Da quando hanno inventato e diffuso le banconote, rubare per vivere del lavoro
altrui è diventata una regola del sistema.
Gli aristocratici e i loro cortigiani assieme con buona parte del clero
ti mandano segni di simpatia dal paradiso. Ai loro tempi era meglio, le
decime le riscuotevano in oro.
attoreattore111@gmail.com 2 Mag 2017 18:58
Il giorno lunedì 1 maggio 2017 12:03:54 UTC+2, Antonio V ha scritto:
>> Come ti dissi
>> tempo fa, tu tendi
>> ad essere molto superficiale.
>
> Questa è il solito discorso, apprentemente logico, su cui è fondato il
nostro sistema economico.
>
>
Io mio discorso non è che si limita
ad essere coerente(logico) ma descrive
i fatti, cioè fotografa la realtà!
>
>E' giusto vendere ******* per potersi arricchire. Che ce ne frega di chi la
compra.
>
>
Cosa c'entra la *******
In Italia è illegale vendere
certe *******
Quindi la tua lamentela
sulla vendita della ******* cosa significa?
>
>L'importante è far soldi. Il denaro è tutto.
> Che ce frega se la Natura viene devastata, se la gente produce e spende per
cose inutili.
>
>
A quali spese fai
esattamente riferimento?
Quali PER TE sono le spese
inutili?
E quali sono le spese
che poi portano alla devastazione
della natura?
>
>
>E' giusto svagarsi, altrimenti come faremo a sopportare il sistema gerarchico
stupido e oppressivo con cui è organizzato il lavoro, anzicè decapitarlo.
>
>
Quindi tu sostieni che lo svago
è utile SOLAMENTE per poter
staccare non dal lavoro in quanto
tale ma dal sistema oppressivo,
cioè sopportare questo sistema.

Io invece penso che gli esseri
umani anche quelli che non lavorano
hanno bisogno di divertimento e svago.
Anzi, ne hanno piu bisogno secondo me
perché hanno piu tempo libero.
Per molti l'attività lavorativa
è essa stessa uno svago, qualcosa
che si fa provando piacere.

Non capisco quindi su quali
basi tu sostieni che gli esseri
umani, anche liberi, non hanno
bisogno di svaghi e divertimenti.
A me risulta esattamente il contrario.
attoreattore111@gmail.com 2 Mag 2017 19:04
Il giorno lunedì 1 maggio 2017 18:49:26 UTC+2, Antonio V ha scritto:
>
>
> Il lavoro è solo quello di chi suda perché fatica. Ma la gente pensa che
lavoro sia anche il settore terziario del divertimento,
>
>
Il lavoro è tale solo quando
si ottiene in cambio una ricompensa
sia in denaro o in natura.
L'essere umano è capace
di svolgere una infinità di attività
durante le settimane, i mesi, gli anni.
Però l'essere umano lavora
solo quando viene ricompensato direttamente
e proporzionalmente per quella attività
che ha svolto per ALTRI.

Altre definizioni di lavoro non le conosco.
Ci sono ovviamente dei lavori utili
solo per chi li svolge e chi li paga e però
sono dannosi
per la collettività.
Per es. un ******* che spara
in pubblico e uccide innocenti
ha fatto il suo lavoro ma questo
suo "lavoro" è dannoso per gli altri.
Antonio V 3 Mag 2017 05:27
> Il lavoro è tale solo quando
> si ottiene in cambio una ricompensa
> sia in denaro o in natura.
> L'essere umano è capace
> di svolgere una infinità di attività
> durante le settimane, i mesi, gli anni.
> Però l'essere umano lavora
> solo quando viene ricompensato direttamente
> e proporzionalmente per quella attività
> che ha svolto per ALTRI.
>


E' pertanto inutile continuare a discutere con lei,
visto che anche io non mi spreco in cambio di niente.
attoreattore111@gmail.com 3 Mag 2017 13:53
Il giorno mercoledì 3 maggio 2017 05:27:59 UTC+2, Antonio V ha scritto:
>> Il lavoro è tale solo quando
>> si ottiene in cambio una ricompensa
>> sia in denaro o in natura.
>> L'essere umano è capace
>> di svolgere una infinità di attività
>> durante le settimane, i mesi, gli anni.
>> Però l'essere umano lavora
>> solo quando viene ricompensato direttamente
>> e proporzionalmente per quella attività
>> che ha svolto per ALTRI.
>>
>
>
> E' pertanto inutile continuare a discutere con lei,
> visto che anche io non mi spreco in cambio di niente.
>
>
Provo a spiegare meglio
quello che ho scritto la volta scorsa.

L'essere umano svolge una infinità
di attività durante la giornata,
la settimana, il mese, l'anno ecc ecc.

Solo una parte di queste attività
vengono retribuite ed in questo
caso si tratta di attività lavorativa.

La differenza tra una normale attività
e una attività lavorativa sta nel fatto
che quest'ultima viene retribuita mentre
le altre non vengono retribuite.

Ci sono attività non retribuite
che sono molto importanti
sia per il singolo che le svolge
che per chi ne beneficia.
Per es. il ******* cioè fare ******* anche se non viene retribuito
è qualcosa che appaga molto
sia chi lo fa che la persona
con la quale lo si fa.

Oppure la mamma che allatta
il proprio bambino, appaga
molto sia la mamma che il bambino.
Oppure una attività artistica
senza scopo di lucro, appaga
molto chi la svolge e anche
chi ne gode fruendone e così via.

Quindi il fatto che una attività
venga retribuita (cioè attività
lavorativa) non implica
che si tratta di una attività
per questo meritevole.

Non è detto che ogni attività
lavorativa sia per sua essenza
meritevole, encomiabile.
Per es. un ******* che si guadagna
da vivere su commissione ecco
che svolge un lavoro, ma non
è certo una attività encomiabile.

Spero di essere stato più chiaro
questa volta.
Però è anche vero che si dialoga
in DUE, pure chi legge ci deve
mettere attenzione per capire
quello che gli viene detto!
Antonio V 10 Mag 2017 22:21
Il nostro sistema sociale non è una democrazia, se per democrazia si intende
uguaglianza dei diritti.
Mentre nel sistema monarchico era chiaro che solo l'aristocrazia poteva dirigere
e governare, e il suo dispotismo era evidente, oggigiorno viene invece
fintamente promessa a tutti la possibilità di migliorare la propria condizione
sociale, come con l'istruzione scolastica, ma in realtà ci sono meccanismi
nascosti con cui viene negato e che generano disoccupazione. La scuola non dà
nulla. Non viene consentito a tutti la possibilità di vivere agiatamente, e se
così non fosse, la crescita demografica sarebbe progressiva e non ci sarebbe
nè selezione nè evoluzione. Chi gestisce la res-publica decide la spesa
pubblica, ma si appropria di una ricchezza che non gli appartiene, per cui si
limita a scaricare a qualcun altro le conseguenze del proprio spreco
dissennato.La società democratica si divide in due classi sociali: la prima é
quella che viene pagata dallo Stato, per la quale lavorare significa
organizzare, dirigere e scaricare il lavoro ad altri, cioé l'immensa burocrazia
statale, mentre la seconda classe é quella delle aziende e dei lavoratori
privati, che devono guadagnarsi i propri soldi facendo spendere il più
possibile, imponendo consumi superflui, imponendo abitudini, come quelli
alimentari che portano all'obesità.
La democrazia è una dittatura che si nasconde dietro ad una maschera.
Non vengono generati posti di lavoro per tutti. Per cui se siete disoccupati non
potete fare nulla, tranne che consentire alla gente che detiene il potere di
continuare a rubare.
Il sistema deve conservare ciò che c'è, per cui i nuovi arrivati, i giovani,
non possono trovare spazio all'interno di un organismo sociale riservato a
pochi, cioè coloro che possono occupare il posto sociale occupato dal padre.
Gli altri sono costretti a rimanere disoccupati.
Emigrare non risolve il problema ma rimane motivo di esclusione o di schiavitù.
Le migrazioni sono simili ad una invasione, in cui vince chi non rinuncia alla
riproduzione e alla crescita demografica.

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